Quella volta che...


 Era l'anno 1953 e io frequentavo il 2° anno all'asilo (non si chiamava "Scuola Materna") delle Suore Salesiane di via Garibaldi a Piazza Armerina. Non ricordo il nome della suora a sinistra della foto...foto asilo...(clicca sulla foto per ingrandirla) , ma il nome dell'altra suora non potrò mai dimenticarlo!

E' la mitica Suor Teresa. C'è qualcuno fra i miei compagni di questa classe che si riconosce nella foto?

Mi piacerebbe ricordare insieme qualcosa della nostra vita di piccolissimi...

Io sono la terza bimba seduta in prima fila a destra della foto.

 

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...Avevamo progettato di trascorrere il weekend a Riva, sul Lago di Garda. La sera precedente la partenza, i bagagli già chiusi, mi ricordai di non aver messo in valigia la caffettiera elettrica Bialetti...piccolo elettrodomestico divenuto per me INDISPENSABILE, nei pernottamenti in hotel, da quando la mia amica Fernanda me ne fece scoprire l’utilità...Poter bere al mattino, anche in hotel, il caffè in camera senza dover attendere l’ora canonica della colazione! La ricerca in giro per casa della mia preziosa caffettiera, si rivelò presto inutile e già mi stavo facendo prendere dallo sconforto!! Quando “entrò in campo” mio marito con un’invenzione a dir poco GENIALE!! Credo sia inutile spiegare di cosa si tratti...guardare la foto vale più delle parole...

 

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Vi assicuro che mai caffè fu più buono di questo!!!

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...Da quel giorno son trascorsi ben 26 anni, ma come sarà capitato, ancora oggi non me lo so spiegare!!! Era il 26 Maggio del 1990 e mio figlio Andrea, che allora frequentava la terza classe delle elementari, era partito per la gita scolastica di fine anno. All’orario stabilito in precedenza dalle sue maestre, ero certamente andata davanti alla scuola (la mia stessa amata scuola) Roncalli ad aspettare il rientro del pullman...Ma, causa di un disguido che adesso non ricordo, qualcuno ci comunicò che il pullman sarebbe rientrato con un’oretta di ritardo...Si presentavano due alternative: restare lì in attesa x un’ora oppure andarsene a casa.. Io scelsi la seconda ma, una volta giunta a casa, mi dimenticai completamente che dovevo ritornare “A PRENDERE MIO FIGLIO”!!! Andrea1 (clicca sulla foto per ingrandirla)

La foto che vedete fu scattata dalla maestra di Andrea mentre aspettavano (lei e lui unici superstiti della gita) che io arrivassi a riprendere mio figlio!!!

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Il debole per la scrittura poetica in rima o meno l’ho sempre avuto. Essa ha infatti scandito e in un certo senso “SEGNATO” tutto il mio lavoro di maestra coi miei alunni ma pure coi colleghi. Così, in occasione del pensionamento di più d’una collega, complice la chitarra di qualche altra, mi divertivo a dedicare al/la pensionando/a delle rime cantate sull’aria di canzoni già note. Fotocopiare la “nuova canzone”e distribuirla a tutto il corpo docente e di segreteria, era il passo successivo! Cantarla infine tutti insieme, prima o dopo il pranzo organizzato x il pensionamento...era un momento bellissimo ed emozionante a volte! Mi piace postare l’ultima canzone che ho scritto in un’occasione significativa della mia vita da MAESTRA!

Era il Giugno del 2007 ed io andavo in pensione dopo 35 bellissimi anni di lavoro (assieme ad altre 7 colleghe)

 

Rosalba rose

 

VAGABONDE...PENSIONANDE

(DA CANTARE SULL’ARIA DI “VAGABONDO” (Nicola di Bari)

E chi ci ha mai pensato, a quest’età...?!
Che bel lavoro il nostro , mai più finirà...non finirà.
E poi quel giorno arriva: non ci credi, ecco Giorgina,
con mille fogli in mano :<< Firma qua>>.

Vagabonde...pensionande, qualche santo ci aiuterà
a SCORDARE la Roncalli, le classi aperte, le attività,
gli ambiti e la mensa, quella no, non ci mancherà...
i collegi, le pagelle...neanche quelle!!

La decisione è presa...ah, ah, ah!
La nostra competenza a chi servirà?! Non servirà!!!
La gioia degli incontri, in quei team appassionanti
negli occhi una lacrima c’è già!!

Vagabonde...pensionande, qualche santo ci aiuterà
a NON SCORDARE la Roncalli, le classi aperte , le attività,
gli ambiti e la mensa, PURE QUELLA CI MANCHERA’
i collegi, le pagelle...ANCHE quelle!

L’avevano già detto :<<C’hai l’età...!!>>
Tu che non ci credevi :<<Ma va là...!!>>
Quel giorno è arrivato...lasci il posto che hai onorato
nel cuore il suo ricordo rimarrà!!!

Vagabonde, pensionande, qualche santo ci aiuterà
Anna, Silvana, Orianna, Liliana, Maria, Rosalba, Rosetta, Flaviana..
L’unione fa la forza... la nostalgia certo arriverà...
vagabonde, pensionande...tutte quante!!
(sfumato)
vagabonde,pensionande...tutte quante!!

 

theend

 

 

 

 

 

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 pizzata

...Quella era la prima volta che mi accingevo a scrivere una poesia nella nostra bella lingua “ciaccesa”!
L’occasione buona me l’aveva data la solita rimpatriata annuale con gli amici piazzesi...quelli che, finite le vacanze estive,
non devono rifare le valigie, fare il giro dei saluti ai parenti, scendere al Cascino per l’ultima passeggiata della stagione,
fermarsi ad ogni passo per la stretta di mano agli amici con quell’ < Arrivederci all’anno prossimo..>
così malinconico che sa di “ADDIO”!!!
E’ stato dunque in quella calda sera dell’Agosto 2013 in pizzeria, che “a sorpresa” ho letto agli amici presenti il mio lavoro che avevo intitolato con una buona dose di autoironia “ A P’ZZATA DI FORESTERI”.
Ci avevo messo dentro tutto l‘amore, anche nostalgico, che nutro da sempre per il mio paese, e nel declamarla mi ero lasciata prendere dall’emozione! Però mai, avrei immaginato di vedere quel mio lavoro
pubblicato dopo qualche tempo sul sito “CRONARMERINA”!
Di questo devo ringraziare Gaetano Masuzzo, bravo e instancabile amministratore del sito!
Fu lui, primo fra gli amici presenti quella sera in pizzeria, a “CAPIRE IL SENSO DEL MIO LAVORO” e a volerne dare benevola visibilità...

 

theend

 

 

 

 

 

 

Questa poesia gentilmente postata dalla mia
carissima compagna di scuola Rosa Terranova,
è stata da lei scritta di getto ma con tanto affetto,
in occasione del pensionamento di alcuni suoi colleghi.

 

U DEPLOMA O’ MER’T

         Cost’ è u deploma ch’ vomma dè

p’ l’anni passadi a littri bulléè

a pjé sacchi, rumaneddi e chiumi,

a nciud’r e uvrir porti e casciuni,

pà pacenza ch’avit avut chi persuni ch’

certi voti, daver, saviva usar u’ bastuni!

P’a cuntntizza e p’cchì nò, puru u’ rumpment

ch’avit datu all’autri no temp!

Chi vita sarìa duman s’non cè chiù

u botanèspuli d’ Ginu Cuzzolarù?

E cammama fè senza u mazzaloru d’ Benitu Ferru?

E u pumun d’ Amedeu Rcotta, sa comm n’ara manchè!

E a r’sada d’ Lina Tornetta ch’ bona bona s’mett a tutti na sacchetta?

E ora semmu tutti zà a biv e mangè e augurarv a libertà.

Sì, libertà du travagghiu, d’ l’orari e d’ l’affanni,

ch’ persegutatu vanna p’ tant’ anni.

E ora ch’ sit pensiunadi m’ racumann nan v’imbuscadi,

ma vnit o stiss’ a truvé l’amiji e i cumpagni ch’vanna vulut ben!

Cu tant affett p’vuatri beddi persuni

ch j’ stannu o sgherzu e cu l’auguriu

d’ campè nautri cent’anni cuntenti e senza fè nenti!

 

Rosa Terranova

(Agosto 1997)

 

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TRADUZIONE “IL DIPLOMA AL MERITO”

Questo è un diploma che dobbiamo darvi

per gli anni passati a lettere bollare

a prendere sacchi, lacci e piombi

a chiudere e aprire porte e cassetti,

per la pazienza che avete avuto con le persone

che certe volte davvero si doveva usare il bastone!

Per l’allegria e perchè no, anche per il “rompimento”

che avete dato agli altri nel tempo!

Che vita sarà domani se non ci sarà più

il bonario “rompiscatole” di Gino Cuzzolaro?

E come dobbiamo fare senza i furbastro di Benito Ferro?

E il borbottio di Amedeo Ricotta chissà come ci mancherà!

E la risata di Lina Tornetta che quatta,

quatta sa come farsi rispettare.

E ora siamo tutti qua a bere

e mangiare e augurarvi la libertà.

Sì, libertà dal lavoro, dagli orari e dallo stress

che perseguitato vi hanno per tanti anni.

E ora che siete pensionati mi raccomando non vi imboscate,

ma venite lo stesso a trovare gli amici e i colleghi

che vi hanno voluto bene!

Con tanto affetto per voi care persone che stanno allo scherzo

e con l’augurio di vivere altri cent’anni felici e col meritato riposo!

theend

 

 

 

 

 

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 Quando, nel tuo "pozzo di San Patrizio"cerchi una cosa... e ne trovi un'altra... Era il 29 Marzo di dieci anni fa!

 

articolo

 

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Commenti   

0 #7 Daniela 2018-01-11 13:30
Commento classe - Mi hai fatto ricordare il concorso Po Sangone ....giochi di bimbi sull'acqua ....che giornata meravigliosa .... e alla ne siamo usciti vincitori
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0 #6 Sandra 2018-01-11 13:30
Commento Classe - La 5 A.....quante 5 nel tuo cuore cara maestra
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0 #5 Giovanna 2018-01-11 13:29
Commento vedi classe - Sempre più stupore da parte mia x la grandezza e grande umiltà da parte tua che ti fa ancora più grande. Scusa..

Posso venire a lezione da te.
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0 #4 Rosaria 2018-01-11 13:28
Commento vedi classe - ho letto tutto l'articolo della 5 a ed ho capito quanto sei grande come maestra e come poetessa; hai saputo coniugare insegnamento e poesia questa è vera scuola che apre il cuore dei bambini che a questa età sono più malleabili.Imprimere nelle loro menti il ritmo della poesia non è facile .Mi sono comossa, i tuoi alunni ti penseranno sempre.Molto brava come avevo capito già
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0 #3 Stella 2018-01-11 13:27
Commento vedi classe

La bellezza salverà il mondo" ? Se lo chiedeva Dostoevskij e molti altri pensatori prima e dopo di lui. Io credo che non sarà la bellezza a salvare il mondo, ma l’uomo, se lo vorrà. L'uomo, che attraverso l’arte, va alla ricerca di se stesso e interpreta ciò che lo circonda . L'uomo che, già nel tempo dell'infanzia, ha il compito d'imprimere valori duraturi nelle giovani anime in divenire. Maria Montessori diceva : "Se v'è per l'umanità una speranza di salvezza e d'aiuto, questo aiuto non potrà che venire dal bambino, perché in lui si costruisce l'uomo ". Buon anno, Maestra per sempre !!!
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0 #2 Lucia e Franco 2018-01-11 13:25
Commento riferito a... "La classe che fa rime"


Quando si è Educatori .(.e non a caso con la e maiuscola).... questi i risultati .Ciao zia
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0 #1 Gaetano 2016-06-19 08:19
Ebbene sì, sono stato io il colpevole. Me ne assumo tutta la responsabilità. Aver dato visibilità alla vena poetica gallo-italica di una ciaccésa è stato forse un errore, ma come ripeto sempre alla poetessa, ormai conosciuta in tutto il mondo per l'incoscienza mostrata, tiriamo diritti per la nostra strada senza badare alle critiche che sono arrivate o arriveranno, l'importante è che noi ci sentiamo soddisfatti di aver recuperato una lingua quasi del tutto morta e, nel frattempo, ricordi per noi sempre vivi e che ci fanno sentire vivi. Rosà, continua accuscì! Aspetto la prossima fatica. Ciao
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