IL VICOLO MARINO

 

 

 vecchio tv

Era l’anno 1960, quando la televisione faceva i suoi primi passi in Italia. Appena sei anni prima, nel Gennaio del 1954, avevano avuto inizio sul primo canale chiamato
“nazionale”, le prime trasmissioni RAI che allora erano in bianco e nero.
All’epoca, le persone che potevano comprare un televisore, non erano tante!
Essa era considerata un bene di lusso e per questo a Piazza furono le famiglie coi soldi che si precipitarono a comprarla.
Mio padre, che anni dopo e contro il parere della “capitana”di mia madre, “fece entrare a casa nostra” il primo frigorifero, di comprare la televisione non ne volle sapere!
Mai come in quel periodo i piazzesi socializzarono così all’improvviso.
E quello che capitò a Piazza, successe ovunque in tutta Italia! Così la gente si ritrovava a passare la serata, dopo aver cenato, nei bar per “guardare la televisione”. Menomale che nella parentela c’era sempre qualche famiglia che stava economicamente meglio degli altri e, avendo potuto comprare il televisore, cominciava ad invitare i parenti e i vicini a casa per guardare le trasmissioni televisive.
Nella mia famiglia, chi aveva comprato la televisione fu zia Peppina. Lei abitava nel Vicolo Marino; una stradina che da Via San Giuseppe sulla sinistra, fa parte del quartiere Castellina...il mio quartiere.
Andare da zia Peppina “per guardare la televisione” (erano queste le precise parole che si sentivano dire a casa mia) diventò un’abitudine.
E come ci sbrigavamo a cenare, per non arrivare da zia Peppina quando le trasmissioni televisive erano iniziate!
Mia zia, tutta compiaciuta di ospitare più di un vicino di casa e noi parenti, ci faceva trovare pronte e in fila come al cinema, tutte le sedie.
Lei, la televisione, contro la parete, appoggiata su un tavolinetto con le ruote (uno simile ce l’ho ancora nella mia casa a Piazza) e coperta da una tovaglietta colorata.
Quando zia Peppina scopriva il televisore, e appena pigiava un bottone lui si accendeva, quello era per me...bambina di undici anni,ma probabilmente anche per gli adulti, un momento magico.
Le prime volte avevo l’impressione d’essere guardata io da coloro che parlavano e si muovevano dentro quella “scatola”! E quante puntate del “Musichiere” con Mario Riva, che faceva scattare dalle sedie i concorrenti come fossero stati delle molle!
Poi venne la volta di Alberto Manzi: il bravo maestro di scuola che voleva insegnare agli italiani a leggere e scrivere. Ma furono le puntate de “La Pisana”che per la prima volta nella mia vita, mi fecero battere il cuore.
Era quella che oggi si chiamerebbe “fiction”, invece all’epoca si chiamava “sceneggiato”. Io, coi miei undici anni, non potevo tanto capire il discorso storico del racconto, ma che fra Carlino e la Pisana ci fosse l’amore, quello l’avevo capito... eccome! E credo l’avesse capito pure Rocco.
Lui era di due anni più grande di me e veniva la sera da zia Peppina per guardare la televisione, assieme a zia Ninetta che gli dava ospitalità, a pagamento, durante l’anno scolastico. Allora erano tante le famiglie piazzesi che ospitavano ragazzi che, dai paesi vicini, venivano a Piazza per studiare.
E tante furono le volte che dentro me facevo finta d’essere la Pisana, mentre Roccu sempre secondo me (e forse SOLO per me) era Carlino.
Ho un altro ricordo del Vicolo Marino! Un ricordo tenero com’ era lui.
Sto parlando del marito di zia Peppina...zio Pepè “ahi ahiu u pè”! Questo soprannome gliel’ avevamo dato noi bambini, per il suo modo di camminare zoppicando. Ma lui non lo giudicò mai come un’offesa...Sapeva che gli volevamo bene!


Rosalba Termini
Febbraio 2018

 

 


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